Cassazione: è peculato se l’albergatore non versa la tassa di soggiorno

L’albergatore che non versa al Comune (o versa in ritardo) il denaro raccolto con la tassa di soggiorno commette il reato di peculato. Questo è il contenuto della sentenza della Cassazione che ha condannato a due anni di carcere il responsabile di un hotel processato per avere trattenuto 15 mila euro destinate al Comune di Torino.

L’albergatore torinese pagò le somme relative al secondo e al terzo trimestre del 2015 con un ritardo (alcuni mesi) definito “inescusabile” dai giudici, e “solo a seguito delle diffide della polizia municipale”.

A differenza di quanto sostenuto dalla difesa, la Cassazione ha sancito che “nel momento dell’incasso dell’imposta di soggiorno il gestore alberghiero è qualificabile come agente contabile nei confronti del Comune” e, quindi, pur essendo amministratore di un’azienda privata, diventa a tutti gli effetti un “incaricato di pubblico servizio”.

 

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