COVID: La chiusura anticipata mette a rischio centinaia di imprese. Già perso un miliardo nell’ultimo mese.

“Il DPCM firmato nelle ultime ore dal presidente Conte contiene nuove norme restrittive per bar e ristoranti. Si tratta di un ulteriore colpo per un settore estremamente provato dalla crisi economica, dal lockdown e dallo smart working” commenta Alessandro Ciapini direttore  di Confesercenti Provinciale Livorno.

“Queste chiusure anticipate coinvolgono centinaia di imprese sul nostro territorio che rappresentano migliaia di famiglie le quali hanno lottato in questi mesi per rimanere a galla e speso tantissimo per fare gli investimenti necessari rispettare le prescrizioni previste dalla normativa anti contagio” prosegue Ciapini “ebbene oggi per loro arriva un ulteriore danno: faccio presente che al solo annuncio di una nuova stretta su bar, pub, ristoranti, pizzerie e pubblici esercizi in generale, nei giorni scorsi le nostre imprese hanno registrato già un calo medio del 20% di fatturato, percentuale che nei prossimi trenta giorni di applicazione del nuovo DPCM – con la chiusura anticipata delle attività – si stima che salirà fino a toccare il 40%”.

“E’ evidente che per fronteggiare tale situazione sia indispensabile l’adozione urgente di misure straordinarie mirate e ben calibrate per questo settore, sia a livello regionale, che nazionale” prosegue il direttore di Confesercenti Alessandro Ciapini “e per questo noi avanziamo richieste precise: 1) Contributo a fondo perduto a vantaggio delle imprese penalizzate da perdite di fatturato derivati dalle conseguenze delle misure di contenimento; 2) Proroga degli ammortizzatori sociali per il comparto; 3) Intervento straordinario dello Stato per aiutare le imprese del comparto a sostenere i costi fissi (locazioni ed utenze in particolare); 4) Proroga concessione gratuita suolo pubblico per l’intero 202”.

“Lo ribadiamo –  ci tiene a specificare Ciapini – la tutela della salute dei cittadini viene prima di tutto ma non è possibile penalizzare un settore che chiaramente non può essere considerato da solo la causa dell’impennata dei contagi. È semmai indispensabile appellarsi alla responsabilità e al senso civico di tutti per arginare il contagio. Chiudere in anticipo e in maniera indiscriminata le attività di ristorazione potrebbe portare infatti più danni che benefici, con imprenditori sempre più in difficoltà e cittadini – specie le fasce più giovani – che lasceranno la sicurezza dei locali per andare in strada, dove sarà minore la possibilità di controllare distanziamento e rispetto delle regole”.

“Come associazione di rappresentanza degli imprenditori sappiamo come quest’ultimi abbiano dato il massimo in termini economici e anche di responsabilità in quest’anno difficilissimo” conclude Ciapini “per garantire che l’emergenza venisse gestita al meglio nell’interesse della collettività, ma ora il rischio è solo che chi vuole stare fuori in barba al distanziamento lo farà a prescindere dalla loro chiusura e loro saranno stati chiusi per niente, anzi per mettere definitivamente a rischio le loro imprese (posti di lavoro compresi)”.

 

 

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